A proposito del 25 aprile

Siamo ancora una volta arrivati al 25 aprile, ovvero quella giornata in cui una manica di ipocriti invasati si getteranno in piazza per dire peste e corna di chi 80-90 anni or sono ha appoggiato e sostenuto esattamente le stesse cose che hanno appoggiato e sostenuto loro negli ultimi 4-5 anni. Tra i più confusi fra gli invasati che oggi ci inonderanno di pomposa retorica va certamente annoverata l’Anpi. Un’associazione che dovrebbe rappresentare un baluardo di valori antifascisti, negli ultimi anni è sembrata dimenticare i suoi principi fondanti. Non solo non ha detto una parola contro i provvedimenti fasciosanitari ma ne è stata fanatica sostenitrice. E nemmeno risulta un moto di opposizione anche contro l’Eureich. Uno dei tradimenti rispetto alle proprie premesse più macroscopici degli ultimi tempi, senza nessun pentimento o minimo ripensamento. Forse avrebbero dovuto essere un po’ più chiari nell’enunciare i loro fondamenti ideologici e dirci prima che il loro antifascismo riguarda soltanto chi si fa chiamare fascista, non chi di fatto lo è o lo fa….

“La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva”. E’, lo so sembra incredibile, un passaggio dell’intervento del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Vittorio Veneto nel 2019. Parole completamente condivisibili. Peccato che poi sia lui che i suoi fan se ne siano completamente dimenticati…