Ho sempre considerato gli insegnanti una categoria da difendere a spada tratta, visto il ruolo fondamentale che rivestono, contro i luoghi comuni e il disprezzo di cui spesso sono stati oggetto da parte di una società nemica della cultura e di genitori egoriferiti. Oggi devo purtroppo fare il mea culpa. In questi tre anni, salvo coraggiose e lodevolissime eccezioni, la categoria ha dimostrato di essere, per lo più, composta da pecore ubbidienti e addestrate, incapaci di utilizzare quel pensiero critico che dovrebbero, come compito principale, trasmettere agli studenti; di avere un minimo di solidarietà verso i colleghi bullizzati da norme demenziali e fasciste; di insegnare qualcosa di diverso che non fosse l’ottusa e acritica aderenza alle regole e al pensiero dominante. Una categoria del genere (salvo le eccezioni di cui parlavo) non merita alcun tipo di solidarietà