Nel 2022, assieme ad alcune altre meravigliose (e libere) persone abbiamo fondato un’associazione denominata Libere Menti Valchiavenna. Da allora abbiamo fatto molti passi avanti. Qui di seguito la mia relazione in qualità di presidente alla seconda assemblea dell’associazione nel 2024
Buonasera a tutti e grazie di essere intervenuti.
Ci troviamo qui per la seconda assemblea ordinaria dell’associazione e, se un anno fa, era stato facile comporre questa relazione, oggi invece mi risulta un po’ più complesso farlo senza essere ripetitivo. Quindi, se qualche volta lo sarò, vi prego di perdonarmi in anticipo. Questo secondo anno è stato particolarmente intenso, con tantissimi eventi proposti, che voglio elencare uno ad uno. Pochi giorni dopo l’assemblea dello scorso anno ci siamo ritrovati al cinema Victoria di Chiavenna per un interessantissimo incontro col biologo molecolare Guerra sul tema del transumanesimo e dell’identità digitale. Dopo la pausa estiva abbiamo ripreso col botto, invitando il giornalista Matteo Gracis, sempre al Victoria, con cui abbiamo registrato il tutto esaurito. Permettetemi qui di fare una breve divagazione. Siamo realmente grati allo staff del gruppo che gestisce il Victoria per tutte le volte che ci ha ospitato. Purtroppo quella sembra essere l’unica location di certe dimensioni a essere disponibile a concederci la sala. L’altra struttura paragonabile nella realtà valchiavennasca, che ci aveva ospitato un paio di volte agli albori delle nostre iniziative, sembra non essere più disponibile. Ogni volta, alle nostre richieste, ci vengono opposte motivazioni differenti per il diniego della sala, alcune francamente vaghe e poco convincenti. Semplici coincidenze? Forse. Quel che però è certo che in determinati ambienti siamo visti come il fumo negli occhi. Una cosa che naturalmente non ci sorprende e che, da un certo punto di vista, ci inorgoglisce anche un po’ e ci fa pensare di essere sulla strada giusta. Dopo il successo strepitoso con Gracis abbiamo proposto “Ithaka”, il documentario sulla vicenda di Julian Assange. Purtroppo, al primo colpo, per un problema tecnico non risolvibile in poche ore, abbiamo dovuto posticipare la serata. Serata che però, al secondo tentativo, è perfettamente riuscita e ci ha permesso di approfondire una vicenda che anche in questi giorni è tornata alla ribalta delle cronache. In quell’occasione abbiamo avuto anche la possibilità di collegarci, via web, con il cognato di Assange che ci ha fornito alcuni spunti dall’interno sulla questione. Non credo che molte altre realtà locali siano state in grado di proporre un approfondimento di questo livello su una tematica così rilevante e, almeno in parte, nascosta dai media mainstream. Un approfondimento che non sarebbe stato possibile senza l’aiuto della nostra socia Paola Dellamano che si è offerta di tradurre per il pubblico le parole dell’ospite. La ringraziamo davvero tanto per questo. In una location nuova, quella del polifunzionale di Verceia, abbiamo poi proposto l’incontro col giornalista Maurizio Martucci sul tema del 5G e dei rischi per la salute delle nuove tecnologie che si stanno sempre più sviluppando. Per questa occasione dobbiamo ringraziare la nostra socia Rossella Rampoldi per aver fatto da collegamento con l’ospite. L’incontro successivo, dopo uno a numero chiuso relativo a temi finanziari, è stato con la farmacista Silvia Zecca che ci ha illustrato i pericoli di un uso disinvolto ed eccessivo dei farmaci. E’ stata poi la volta del documentario “Non è andato tutto bene”, degno successore di “Invisibili” che in tre intense ore ha riassunto alla perfezione lo strazio e le incongruenze degli ultimi anni, a partire dalla pandemia Covid. Siamo particolarmente orgogliosi di essere riusciti, grazie agli introiti delle serate che abbiamo effettuato, a dare un contributo economico (ancorché piccolo) a un’opera che dovrebbe essere diffusa il più possibile. Infine, ultimo evento, un altro tutto esaurito al Victoria per Silver Nervuti. Questo quanto fatto durante l’ultimo anno. Come ho detto l’altra sera al cinema ora ci prendiamo una pausa estiva ma per l’autunno abbiamo già in cantiere diversi incontri di cui vi annunceremo a breve i dettagli. Esaurita la parte operativa, veniamo a quella, chiamiamola così, “filosofica” che, per mia formazione personale, mi è senz’altro quella più cara. Anzitutto voglio esprimere il grande affetto che mi lega personalmente a tutto il direttivo, composto da Davide, Roberto, Milva, Stefania e Tecla e dalla new entry (da un anno) Barbara (a proposito un grande plauso a lei, la cui spinta è stata fondamentale per le due serate di maggior successo, ovvero quelle con Gracis e Nervuti). Mi preme ribadire qui ancora con più forza un concetto che già dissi già lo scorso anno. Siamo infatti un gruppo totalmente eterogeneo per età, sesso (si può ancora dire?) estrazione sociale e culturale, convinzioni ideologiche e chi più ne ha più ne metta, da far sembrare impossibile collaborare proficuamente. E in effetti in quest’ultimo anno è anche capitato che avessimo discussioni, disaccordi anche di un certo rilievo ma, da questo, invece che esserne inquinati, abbiamo tratto maggiore forza e siamo riusciti a fare sintesi e a migliorare tutti assieme. Lo dissi anche lo scorso anno e lo ripeto adesso: difficile trovare un gruppo così affiatato, a dispetto delle differenze. Credo che il motivo vada ricercato proprio nel fatto che tali differenze siano la nostra reale forza, oltre al fatto che ormai è cresciuto l’affetto che ci lega. Certo il sottoscritto rimarrà un misantropo ritroso a ritrovarsi in gruppi numerosi e pessimista rispetto a un miglioramento complessivo della razza umana, mentre altri avranno un approccio più ottimista. Tutti però siamo convinti che il pensiero critico e la libertà siano due valori fondamentali e non negoziabili. Questo ci rende, forse, poco adatti alla società contemporanea che mira invece alla spersonalizzazione, all’infantilizzazione e al controllo della popolazione. Ma d’altra parte, come diceva Jidda Krishnamurti: “Non è un segno di buona salute mentale essere perfettamente adattati a una società malata”. Considerato il crescente successo dei nostri eventi direi che siamo in tanti a essere disadattati e, pur non avendo la presunzione di cambiare il mondo, è bello sapere che ci sono altre persone che non si adattano all’ubbidienza e all’infantilizzazione di cui sopra. Per conto nostro siamo intenzionati a continuare a non adattarci e a promuovere una modalità di azione e pensiero improntata al pensiero critico, alla responsabilità, alla crescita umana e intellettuale e alla libertà, speriamo con l’aiuto di tutti voi che invito a esprimere le vostre impressioni in questa occasione (e non solo).
Buoni pensieri (e azioni) liberi a tutti