Nel 2022, assieme ad alcune altre meravigliose (e libere) persone abbiamo fondato un’associazione denominata Libere Menti Valchiavenna. Da allora abbiamo fatto molti passi avanti. Qui di seguito la mia relazione in qualità di presidente alla prima assemblea dell’associazione nel 2023
Buonasera a tutti e grazie di essere intervenuti.
Ci troviamo qui per svolgere la prima Assemblea ordinaria della nostra associazione, a poco meno di un anno dalla sua fondazione. Un lasso temporale breve ma che, anche alla luce della velocità con cui si muove, purtroppo, la nostra società, è stato particolarmente intenso per tutti noi. Non sto a ripetere le finalità e le stelle polari che guidano la nostra associazione (il nome che abbiamo scelto dice già tutto) ma vorrei fare una veloce cronistoria degli eventi rilevanti dell’ultimo anno per il nostro sodalizio. Come già la maggior parte di voi sanno abbiamo iniziato a riunirci quasi casualmente. La genesi di tutto può essere fatta risalire a un’iniziativa della nostra consigliera Milva, che è venuta da me, coinvolgendo altri genitori, per fare un articolo sul grave disagio che vivevano gli adolescenti sottoposti al ricatto vaccinale per poter svolgere le attività sportive a cui erano iscritti. Da quella esperienza abbiamo continuato a riunirci e, anche grazie all’impegno del nostro vicepresidente Davide, siamo riusciti a far svolgere ai ragazzi alcune delle attività che gli erano state precluse dall’abominevole ricatto vaccinale. La seconda iniziativa è stata una lettera inviata ai dirigenti scolastici sul tema delle mascherine. Una presa di posizione che ha fatto molto rumore e che, almeno a mio parere, ha evidenziato la coda di paglia di molto personale della scuola che si è offeso e che non ha mai risposto direttamente, preferendo rivolgersi ai giornali. Il mondo della scuola è stato quello che probabilmente si è rivelato essere più deludente durante il periodo pandemico poiché, invece che insegnare indipendenza e pensiero critico, ha promosso unicamente omologazione, dogmatismo e inutile autoritarismo. Su questo credo che si debba riflettere molto profondamente sia come individui che all’interno dell’associazione, per valutare attentamente come rapportarsi in futuro con le istituzioni scolastiche.
Ma andiamo avanti: man mano che aumentava l’esigenza di promuovere ulteriori iniziative ci è parso chiaro che lo strutturarci in associazione era la modalità più consona. E così abbiamo fatto. Il nostro battesimo è stato, dopo pochissime settimane dalla creazione ufficiale di Libere Menti, con i meravigliosi spettacoli teatrali di Claudio Tomaello. Due eventi che ci hanno messo sulla cartina geografica della società valchiavennasca, il che sicuramente a molti non ha fatto piacere. Il secondo appuntamento organizzato è stato il convegno con i medici dell’associazione Jenner sugli effetti avversi delle inoculazioni anti Covid. In questa occasione erano stati invitati tutti gli amministratori pubblici, i farmacisti e i medici di medicina generale. Nessuno di loro si è presentato, non si sa se per paura o nel maldestro tentativo di affossare la nostra opera di divulgazione. All’inizio dell’anno scolastico, poi, quando ancora si riproponeva l’assurdo teatrino delle mascherine, abbiamo prodotto un corposo dossier (corredato da ricerche scientifiche e pareri legali) che è stato consegnato ad alcuni presidi. Non è servito a nulla all’atto pratico (ma alcuni di noi hanno tenuto a casa i propri figli finché le mascherine erano richieste per dare un segnale) ma almeno è rimasta traccia della nostra opposizione. Non solo su temi sanitari ci siamo concentrati. Il terzo evento è stato infatti, con il cantautore Rocco e il filosofo Viscusi sui pericoli del web e della digitalizzazione estrema cui stiamo andando incontro. Evento di successo anche questo a cui però non si è visto, di nuovo, nessuno degli amministratori che erano stati personalmente invitati. Il salto di qualità definitivo è arrivato con la proiezione al Victoria del documentario “Invisibili” a cui hanno partecipato più di 200 persone e alcune, purtroppo, abbiamo dovuto lasciarle fuori. Personalmente non ricordo una cosa simile al cinema teatro se non per gli spettacoli scolastici. Un evento particolarmente importante anche per la testimonianza dell’infermiera Patrizia Parolo e per gli interventi dei medici Cesa Bianchi e Pozzoli, che ringrazio. Infine abbiamo portato in valle don Emanuele Personeni, un prete coraggioso che ha saputo contestare l’atteggiamento della Chiesa durante la pandemia, per affrontare l’argomento anche dal punto di vista dei credenti. In particolare questi ultimi due eventi hanno creato parecchio malumore (oltre naturalmente a continuare a registrare la totale assenza di amministratori pubblici). C’è chi li ha definiti “raduni di disagiati”, come se raccontare la verità e la sofferenza di persone reali, disturbando i manovratori, sia sintomo di disagio e non invece di attenzione e approfondimento. Forse chi ha fatto simili affermazioni soffre di quello che in psicanalisi viene definito transfert, oppure di complessi di inferiorità non confessati oppure ancora ha paura di affrontare il fatto che la realtà probabilmente non è esattamente come ci hanno raccontato in questi ultimi anni. Ammettere di essere stati presi in giro è la cosa più difficile da fare, e pur provando empatia e compassione per chi lo è stato, non per questo crediamo ci si debba limitare nell’approfondimento e nella ricerca della verità.
Al di là di queste considerazioni, dunque, noi continuiamo per la nostra strada. Riteniamo infatti che l’autorevolezza e il rispetto si guadagnino con l’esempio, la coerenza e l’onestà intellettuale e non certo inseguendo facili consensi etichettando schematicamente qualsiasi cosa non rientri all’interno di una preconfezionata visione del mondo e della società.
Non abbiamo comunque finito con gli eventi. Venerdì prossimo a Colico riproporremo il documentario “Invisibili”. Ce lo ha chiesto l’infermiera Patrizia, che è residente proprio lì, e molto volentieri ci siamo prestati anche per dare la possibilità a coloro che non sono potuti intervenire al Victoria, di avere un’altra chance di partecipare. Il venerdì successivo, 26 maggio, avremo invece, ancora al cinema Victoria, un interessantissimo convegno col biologo molecolare Guerra sul tema del transumanesimo e dell’identità digitale (ma non solo). Chiedo a tutti di promuovere quanto più possibile queste due importanti iniziative. Poi ci fermeremo qualche tempo per le vacanze ma con la promessa di ripartire tra fine agosto e settembre. L’idea sarebbe quella di organizzare una festa per celebrare il nostro primo anno di vita. Ci stiamo lavorando, così come stiamo lavorando ad altri eventi e anche ad un altro progetto particolarmente ambizioso e complicato.
Questa la storia di un anno, ma veniamo ora al presente. Innanzitutto, come presidente, non posso che rivolgere un ringraziamento e un ideale abbraccio ai membri del Consiglio direttivo Davide, Roberto, Stefania, Tecla e Milva per il loro impegno, la loro intelligenza, umanità e profondità, che hanno permesso a questa nostra realtà di crescere. Credo che si possa dire, senza tema di smentita, che siamo un gruppo talmente eterogeneo, per età, sesso, estrazione sociale e culturale, convinzioni ideologiche e chi più ne ha più ne metta, da far sembrare quasi impossibile che si possa collaborare così proficuamente. Eppure non solo ci stiamo riuscendo, ma il fatto di essere così differenti gli uni dagli altri è risultato essere un valore aggiunto straordinario. E col tempo credo si possa dire che sono cresciuti anche l’affetto e l’amicizia tra noi e che difficilmente si potrà trovare un gruppo così affiatato (il primo a esserne sorpreso è il sottoscritto, famoso per la sua misantropia e ritrosia a trovarsi in gruppi numerosi). Non vado oltre per non risultare stucchevole e melenso, che certamente non si addice al mio personaggio. Permettetemi però un ringraziamento speciale a Duilia che è stata la prima a parlarci di Tomaello e che ha rappresentato un esempio di rettitudine e coraggio per le difficili e dolorose scelte che ha dovuto fare nel suo ambito lavorativo e personale, per le quali avrà eterni rispetto e ammirazione da parte di tutti noi. Di recente Duilia ha fatto la scelta di uscire dal Consiglio direttivo (se fosse presente in sala e volesse raccontarne i motivi saremmo felici di aprire un piccolo dibattito, poiché il dibattito è il sale della libertà). Abbiamo cercato di convincerla a ripensarci ma, alla fine, abbiamo dovuto prendere atto della sua volontà. Per statuto i membri del Consiglio direttivo sono 7 e quindi chiediamo a chi volesse tra i soci di farsi avanti per entrare a farne parte. Sappiamo che qualcuno qualche tempo fa ha fatto la considerazione che, alla fine, sono sempre i membri del Consiglio a fare quasi tutto. Una critica che ha certamente un senso, sebbene quando si tratti di serrare i ranghi e prendere delle decisioni non si può sempre aprire un infinito dibattito, e per questo voglio dire che il numero di 7 è puramente formale. Chiunque abbia voglia di dare un contributo è bene accetto e, anzi, poi quando si organizzano le cose, più persone danno una mano e meglio è. Negli eventi passati, alla fine, ciò è accaduto e mi auguro possa accadere in futuro. Per questo invito a partecipare anche agli incontri informali che, di tanto in tanto, convochiamo. Quella è la sede ideale per esprimere idee, sensazioni, spunti e anche critiche a cui, come detto, non ci sottraiamo e che consideriamo proficue (soprattutto quelle costruttive, ma crediamo si possano trovare degli spunti di riflessione anche in quelle distruttive).
Vi invito dunque, quando finalmente avrò smesso di parlare, a esprimere le vostre riflessioni su quanto detto e quanto fatto da Libere Menti Valchiavenna.
Vorrei solo concludere parafrasando una celebre battuta del comico Jerry Lewis che così recitava: “La felicità non esiste. Di conseguenza non ci resta che provare a essere felici senza”. Ebbene, viste le spinte antilibertarie che ormai pervadono la nostra società penso che si possa dire: “La libertà non esiste. Di conseguenza non ci resta che provare a essere liberi senza”. Ecco, noi non solo ci stiamo provando, ma in questo anno credo che ci stiamo riuscendo, al massimo delle possibilità che ci sono concesse (e qualche volta anche di più). Abbiamo tutta l’intenzione di continuare a farlo, speriamo anche con l’aiuto di tutti i soci.
Buoni pensieri liberi a tutti